Lit Skeight 3.0

Cronache dalla periferia acida

Nonostante tutto

D’accordo, è Umberto Bossi; però vedere un uomo anziano, malato, che racconta di essersi messo a piangere fa sentire compassione verso di lui.

Poi però penso a tutti gli immigrati affogati nel Mar Mediterraneo grazie anche alla criminalizzazione dell’umanità promossa dalla legge Bossi-Fini.

Penso a questa e a altre leggi fortemente volute dai leghisti che hanno mandato in galera migliaia di soggetti socialmente non pericolosi, rendendo le carceri invivibili, come dimostrano le decine di suicidi di detenuti ogni anno.

Penso agli agricoltori onesti schiacciati dalla crisi mentre la Lega si batteva come un leone per difendere solo i pochi che non avevano rispettato le quote latte.

Penso alla retorica di Roma ladrona usata per coprire un fenomeno ben diverso, la costante e sciacallesca spoliazione delle ricchezze e delle potenzialità del Meridione.

Penso ai raid contro i campi nomadi da Opera a Torino.

Penso a tutto questo, e ciò nonostante le lacrime – nemmeno visto; solo raccontate – dell’anziano Bossi continuano a farmi compassione. Perché se c’è una cosa in cui siamo ancora davvero migliori dei leghisti, è che sappiamo cos’è il rispetto del dolore.

5 aprile 2012 Pubblicato da | Dentro l'universo | , | Commenti disabilitati

Un classico.

Al posto di “standards” mettete “partiti di sinistra” e avrete quello che penso del soggetto politico nuovo.

29 marzo 2012 Pubblicato da | Dentro l'universo, Humour, Le parole degli altri | , | Commenti disabilitati

Ma che…?

Sinceramente, l’articolo di Pietro Citati sul Corriere della sera mi sembra così incomprensibile che, se non avesse avuto un certo risalto in rete, lo avrei bellamente ignorato. A parte che mescola capre e cavoli (cosa c’entra il decennale declino qualitativo denunciato dall’autore con la legge sul prezzo dei libri del 2010?), ma ci vorrebbero argomentazioni molto solide per giustificare la seguente dichiarazione (p.s. da oggi potrò dire “Ho citato Citati”):

Oggi la lettura tende a diventare una specie di orgia, dove ciò che conta è la volgarità dell’immaginazione, la banalità della trama e la mediocrità dello stile. Credo che sia molto meglio non leggere affatto, piuttosto che leggere Dan Brown, Giorgio Faletti e Paulo Coelho.

E invece queste argomentazioni mancano. E allora io mi chiedo: anche accettando che nessuna lettura sia meglio di una cattiva lettura, il che sarebbe già discutibile, che senso ha che un noto intellettuale usi il poco spazio riservato alla cultura sui giornali per proporre, in alternativa a tre pessimi scrittori, l’astensione dalla lettura? Non sarebbe meglio, piuttosto, suggerire autori migliori? Non mi pare che tutti i titoli oggi reperibili nelle biblioteche e librerie italiane soffrano dei difetti indicati da Citati nel pezzo di cui sopra.

Il punto è che tutto l’articolo si basa su un ragionamento pressapoco bizzarro: i lettori ereditano le qualità degli scrittori; siccome i libri pubblicati negli anni 60-70 erano di elevatissima qualità, anche i lettori erano migliori, e siccome oggi si pubblicano invece libri pessimi, vuol dire che nel frattempo anche i lettori sono peggiorati. Dopo aver smesso di ridere – o di osservare perplessi lo schermo – ci si potrebbe chiedere come mai i lettori siano peggiorati, se quarant’anni fa si pubblicavano libri così belli: non si sarebbe dovuto instaurare un circolo virtuoso? Ma soprattutto, la tesi dell’ereditarietà delle qualità degli scrittori da dove salta fuori? Esiste un gene dello scrittore che si trasmette attraverso l’inchiostro?

Mah. Con tutto il rispetto per Citati, mi sembra un articolo senza capo né coda. La considerazione finale sulla liberalizzazione dei prezzi mi sembra più che altro un’aggiunta posticcia per meglio disporre i Monti-liberisti del Corsera; o meglio, è la spiegazione a cui voglio credere, perché altrimenti diventa la ciliegina finale su questo accrocchio di assurdità.

10 marzo 2012 Pubblicato da | Intellettualoide, Le parole degli altri, Narrattività | , , , , , | Commenti disabilitati

4/3/1943 – 1/3/2012

La prima canzone che ricordo dalla mia infanzia è Attenti al lupo.

Lucio Dalla è stato il mio idolo e cantante preferito sino al 2000. I gusti cambiano, ma gli affetti restano. Oggi per me è lutto profondo.

1 marzo 2012 Pubblicato da | Audiovisioni, Le parole degli altri, Musica | , , | 1 commento

Copia scontata

La notizia (si fa per dire) è questa: Crozza copierebbe le battute da Twitter. A quanto pare, sul social network lo si era notato già da varie settimane, poi l’ultimo monologo del comico a Ballarò, quello sulla neve a Roma, ha dato ai più la conferma, e la polemica ha fatto il salto di qualità quando a promuovere un hashtag per stigmatizzare il Crozza copione è intervenuto il deputato del Partito democratico Andrea Sarubbi, uno dei politici più presenti su Twitter, dove fa anche le dirette dei dibattiti alla Camera e nella sua commissione (#opencamera). Una attività lodevole, così come apprezzo il suo impegno per i diritti degli immigrati e dei detenuti. Ma ciò non toglie che la gogna a Crozza mi sembra leggermente forzata.

Non so se ricordate il caso di Daniele Luttazzi. Era uno dei comici più controversi e popolari a sinistra grazie alle sue posizioni e alla sua satira dissacrante, ma la sua stella è crollata in un attimo quando hanno iniziato a girare su YouTube video che dimostravano come molte delle sue battute più divertenti erano in realtà copiate da alcuni dei più noti comedian statunitensi. A fregare Luttazzi non è stata tanto la rivelazione in sé, ma il modo in cui ha reagito: cercando di far cancellare i video, rilasciando interviste astruse in cui sosteneva che erano gli accusatori a non capire niente, cose così. Se l’accusa di plagio fa male a chiunque, per uno come Luttazzi che metteva la lotta ai mascalzoni al centro della sua comicità è stato fatale. Ora è scomparso dalla circolazione, e se molti sono contenti altri ricordano con rimpianto la sua bravura al di là dei plagi, e la sua capacità di analizzare criticamente il mondo della satira (cfr. Mentana a Elm Street).

Ora, le accuse contro Luttazzi erano fondate: non si parla di battute scontate, ma di pezzi a volte anche lunghi ripresi paro paro da comici americani. Nel caso di Crozza, invece, le battute che sarebbero state prese da Twitter contengono: un gioco di parole sulla notte bianca di Veltroni e quella di Alemanno; una battuta sulle olimpiadi (daranno a Roma quelle invernali); lo scherzo sulla neve a ogni morte di papa.

Arrivo al punto: sono battute scontatissime. Sono il genere di battute che vengono immediatamente in mente se non a chiunque a molti, le battute che prima di Twitter giravano per sms o per e-mail. Ricordo che nel 2005, quando le elezioni regionali si tennero il giorno dopo la morte di Wojtyla e Nichi Vendola correva per la prima volta, girava per sms questa battuta: “Un comunista omosessuale che vince le elezioni in Puglia? Succede una volta ogni morte di papa…” Questo per dire.

Gli utenti di Twitter che per primi hanno postato queste battute sul social network credono davvero che siano così brillanti che nessun altro le avrebbe mai pensate? Pensano che siano così originali da meritarsi il copyright? Ma per favore.

Semmai, la critica che si può fare a Crozza è di aver fatto battute scontate, che verrebbero in mente a chiunque. Ma quale comico non ci è mai passato? Francesco Piccolo, in un suo libro di qualche anno fa, notava che le battute sull’eterna presenza di Pippo Baudo su Rai1 venivano fatte da tutti, dal fruttivendolo sotto casa sino a Grillo e Benigni. Così come tutti, quando Brunetta si è candidato a sindaco di Venezia, hanno fatto la stessa identica battuta sull’acqua alta, comici professionisti e non. Dai professionisti ci aspettiamo che siano più originali e arguti, ma la valutazione va fatta nel complesso. Sostenere che Crozza copi sulla base di tre battute, e soprattutto di queste battute, ignorando il complesso dei suoi monologhi e delle sue invenzioni (una recente su tutte: la parodia di Don Raffaé con Don Verzé) è patetico più che altro. Scoprire i plagiatori su internet è un bello sport, ma come ogni sport richiede un po’ di allenamento.

Certo che anche Crozza, nel momento in cui per rispondere alle critiche dà del fesso a Sarubbi, non sembra essere molto bravo a gestire questo tipo di situazioni. Un tempo era solo 4chan a essere considerata una macchina pericolosa da non svegliare, ma adesso un po’ tutti i social network possono essere altrettanto rischiosi…

8 febbraio 2012 Pubblicato da | Dentro l'universo | , , , , , , | Commenti disabilitati

Ubique naufragium est

Con la pubblicazione degli audio delle telefonate tra il capitano della Costa Concordia e la capitaneria di porto di Livorno, adesso l’Italia ha finalmente il suo antieroe nazionale.
Di eroi viventi ne abbiamo; diciamo che il più condiviso è Roberto Saviano. Ma di personaggi negativi altrettanto condivisi?
Per un po’ ho pensato che l’opposto di Saviano fosse Fabrizio Corona; ma Corona per un po’ ha avuto una certa schiera di ammiratori. Quell’aria da bello e dannato, quella forza vitale che, per quanto utilizzata per attività infime, esercitava su alcuni un certo fascino… e lo stesso si potrebbe dire di molte altre persone a cui i nostri giornali hanno dedicato corsivi vibranti di indignazione: allo stesso tempo, sono accusati di azioni indegne e hanno un’aura da vincenti. Ma Schettino no, non può ripararsi dietro nulla di simile: ha un lavoro che, nell’immaginario collettivo, è tra i più fighi immaginabili, e lo butta via compiendo un errore madornale mentre fa lo sborone, e dopo l’errore viene meno ai suoi doveri di capitano e responsabile della sicurezza dei passeggeri (a meno che le indagini non dimostrino che tutti gli elementi emersi sino ad ora, a partire dallo scontro con De Falco, siano errori grossolani). Chi potrà mai andare controcorrente e trovare un solo granello di apprezzabilità in un simile soggetto? Sembra proprio il modello iperuranico dell’uomo che tutti amano odiare, e basta farsi un giro su Twitter e YouTube e vedere che il processo è già in atto; e, al contrario di quasi tutti i casi precedenti di linciaggi virtuali, non c’è uno straccio di motivo per cui qualcuno dovrebbe o vorrebbe difenderlo.
In effetti, il punto non è difendere Schettino dalla valanga di insulti che sta ricevendo, e che si è meritato. Io preferisco non insultarlo e piuttosto penso agli  episodi in cui anche io, nel mio piccolo, ho commesso errori stupidi o non sono riuscito ad assumermi le mie responsabilità, magari facendo soffrire involontariamente altre persone.
Mi è successo come penso sia successo a moltissimi, una volta o l’altra; e la mia speranza è che da simili episodi, da simili casi di debolezza e dalla vergogna che ne deriva ognuno riesca a trarre la forza per non ripetere gli stessi errori, per cercare di diventare o più forti o, se proprio non ci si riesce, almeno più responsabili, per non coinvolgere altri nelle proprie debolezze.
Insomma, dagli errori si può imparare per riscattarli. Ma se hai causato un disastro ecologico e almeno undici morti, cosa vuoi riscattare? Le porte davanti a te sono tutte chiuse.
Quindi io vorrei dire una cosa: non accaniamoci su Schettino; se le accuse contro di lui saranno confermate, la giustizia gli riserverà tutta la punizione che merita, senza gli sconti che altri – per azioni anche peggiori – hanno ricevuto. Forse il modo migliore di reagire all’incompetenza – propria e altrui – è sforzarci di migliorare noi stessi.

Un’ultima cosa: le interpretazioni metaforiche e allegoriche del naufragio della Costa Concordia si stanno sprecando. Piuttosto che perdere troppo tempo sui simbolismi, questa tragedia potrebbe essere l’occasione per riflettere sulle problematiche reali del mondo delle crociere. Questo articolo di Sergio Bologna su Global project casca a fagiolo: al di là dei “si dice” su paradisi fiscali e capitali sospetti (in assenza di riscontri oggettivi non mi piace prendere per oro colato queste accuse), le considerazioni sulle motivazioni economiche del gigantismo di queste navi – con tutti i problemi ambientali e di sicurezza che ne derivano – è meritevole di molta attenzione.

17 gennaio 2012 Pubblicato da | Dentro l'universo, Intellettualoide, Le parole degli altri | , , , , , | Commenti disabilitati

Per Hitchens

Una delle cose belle dell’essere atei è che riesco ad ammirare e stimare infinitamente Christopher Hitchens nonostante avessimo posizioni diametralmente opposte su temi fondamentali (almeno, fondamentali nel mio percorso di crescita personale) come le guerre post-11 settembre e il rapporto con gli immigrati con culture differenti. Hitchens non era un neocon, e i suoi argomenti a favore della guerra in Iraq, per quanto sbagliati, derivavano comunque da posizioni di principio libertarie che erano e sono più che condivisibili.

Al di là di questo, per me Hitchens è sempre stato, prima di tutto, il campione dell’ateismo – anche se lui preferiva definirsi antiteista. Non voglio dilungarmi qui e ora sulla questione, ma se c’è una cosa di cui sono grato a Hitchens è che ha saputo dimostrare, con la sua stessa esperienza, che si può essere insieme atei, impegnati per il mondo, e felici.

17 dicembre 2011 Pubblicato da | Uncategorized | | 3 commenti

La calunnia è un venticello

La calunnia è un venticello
Un’auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S’introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo:
Prende forza a poco a poco,
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta,
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d’orror gelar.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un’esplosione
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l’aria rimbombar.
E il meschino calunniato
Avvilito, calpestato
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar.

Rossini e Sterbini avevano colto benissimo lo spirito di quello che è successo a Torino.

12 dicembre 2011 Pubblicato da | Audiovisioni, Dentro l'universo, Le parole degli altri, Musica | , , , , , | 1 commento

Non ti fare questo spot

Avete visto la nuova pubblicità progresso contro le droghe? Io sì, molte volte, visto che la trasmettono a ripetizione sugli schermi che impestano le stazioni ferroviarie, e le ho frequentate abbastanza nelle ultime settimane.

Riassunto rapido ma esauriente: una ragazza è su un pullman e guarda fuori, e vede un ragazzo che corre per salire sul mezzo, ma prima di farlo viene fermato da un altro che gli allunga di soppiatto una bustina di coca. Lui sale e va a sedersi proprio di fianco a lei, che si discosta con aria disgustata e guarda fuori. Poco male, dopo aver controllato con uno sguardo che la bustina sia ben nascosta nel cappotto, il ragazzo si alza il cappuccio e si addormenta.

Il pullman viaggia in mezzo a montagne innevate. Lei guarda incantata, lui dorme e sogna un paesaggio innevato in cui una donna bellissima, elegante e truccata cammina verso di lui e lo abbraccia, e durante l’abbraccio si trasforma in un demone mostruoso che lo azzanna.

Il ragazzo si sveglia di soprassalto e si rende conto che il pullman è arrivato e sono tutti già scesi (avvertirlo no, eh?), tutto trafelato scende anche lui, si avvicina a un braciere e butta nel fuoco la bustina di droga, dopo di che si toglie il cappuccio. La ragazza nota il gesto, sorride, gli si avvicina e attacca bottone. I due si incamminano insieme mentre appare lo slogan della campagna: “Non ti fare, fatti la tua vita”.

Tralascio ogni possibile considerazione sulla colonna sonora della pubblicità, anche a guardarla senza audio è spettacolare. C’è tutto: la contrapposizione tra ragazza buona e salvifica, alla Beatrice, e ragazza malvagia che porta alla perdizione e si identifica, letteralmente, con il demonio. Naturalmente la ragazza buona è acqua e sapone, quella cattiva è elegante e sofisticata, per non farci mancare nessun stereotipo bigotto.

Parliamo piuttosto dell’idea per cui basta un incubo a smettere di fare uso di droghe. Voglio sperare che sia stata solo un’idea narrativa e che gli autori non ci credano veramente, altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi. Ma in tutti i casi la pubblicità dà l’impressione che abbandonare l’uso di droghe sia facile, e forse lo è davvero per quelle persone che usano sostanze solo in determinate occasioni, magari nei fine settimana per “sballare”, e non hanno sviluppato una dipendenza fisica come accade per le categorie più derelitte, tipo gli eroinomani. Ma se parliamo di persone così, lo slogan “fatti la tua vita” non ha senso: loro la vita ce l’hanno già – e anche il ragazzo dello spot non sembra affatto un emarginato, quando sale sul pullman scherza con altri viaggiatori. Insomma, mi sembra che alla base della campagna non ci sia un’idea molto chiara su chi siano i consumatori di droga e su come siano divisi tra tossicodipendenti e fruitori occasionali.

Poi ci sono delle chicche che emergono qua e là: per esempio il ragazzo in pullman si alza il cappuccio della felpa per dormire. Ci può stare, su certi mezzi mettono l’aria condizionata a mille anche quando fuori nevica; però quando scende dal pullman e butta la droga se lo toglie, nonostante gli altri intorno a lui abbiano cuffie di lana, che suggeriscono faccia molto freddo. Solo io ci vedo una associazione di idee “cappuccio à drogato”? Del resto si sa, i giovani emarginati delle metropoli spesso  si alzano il cappuccio per fare i furti, per non farsi riconoscere e via dicendo. Quindi anche il nostro protagonista, per far vedere che è deviato, usa il cappuccio, e poco importa che non sia emarginato e, probabilmente, nemmeno povero (se va in vacanza in montagna…).

Gli ispiratori dello spot

Il sogno è al livello della telenovela piemontese, effetti speciali a parte. Anche qui il doppio senso su neve e cocaina è evidentissimo, ed è simpatico che lo spot antidroga usi una metafora che appartiene al mondo che vogliono combattere.

Infine, il finale (tautologico…): il ragazzo butta la droga e così facendo rimorchia la ragazza. Detta così sembra una nuova strategia di conquista, in realtà è solo una espressione grottesca di quello che dicevo all’inizio: la ragazza buona ha una sorta di vocazione missionaria, si concede in premio a colui che ha vinto la propria debolezza. O forse, più semplicemente, ha pensato: “Se ‘sto qua brucia così su due piedi la coca comprata poco prima vuol dire che ha soldi da buttare, approfittiamone”.

Insomma, penso che il concetto sia chiaro: la nuova pubblicità progresso contro la droga è ridicola. Il buonismo è già difficile da sopportare in sé, ma il buonismo che si regge su una struttura di sessismo e preconcetti è davvero pessimo. Se questi sono i risultati, i fondi per la prossima campagna antidroga daranno frutti migliori se affidati a Don Gallo.

20 novembre 2011 Pubblicato da | Audiovisioni, Intellettualoide | , , , , | 1 commento

Renzi’s right

Non condivido l’iniziativa di Matteo Renzi e molte delle sue proposte. Mi sembra però che in troppi, nel criticarlo, si concentrino non sui contenuti che propone, ma sulla forma: la presenza di Giorgio Gori, il finto giovanilismo, gli attacchi a chi non la pensa come lui, e via dicendo.

Per fortuna, tra tanti commentatori che sui social network si concentravano solo su queste cose, alcuni giornalisti e blogger hanno letto i cento punti del suo programma, e hanno criticato con dovizia di argomenti quelli che non sono condivisibili o sono semplicemente prelevati da programmi altrui. Per questo penso che possa essere utile elencare qui, con tanto di link, i punti criticabili del programma renziano.

7-8. http://www.lucasappino.com/2011/10/se-dovessi-fare-io-il-programma-con.html (demagogici, non affronta il vero nodo dei costi elettorali)

13. http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/11/01/limprobabile-amnistia-di-renzi/?ref=HRER1-1 (critica del principio di uguaglianza di fronte alla legge)

14. http://www.lucasappino.com/2011/10/se-dovessi-fare-io-il-programma-con.html (semplificatorio)

18-19. http://linkiostro.wordpress.com/2011/10/31/un-pallottoliere-per-renzi/ (non ci sono fondi, ignorano i referendum)

22-23. http://linkiostro.wordpress.com/2011/10/31/un-pallottoliere-per-renzi/ (non ci sono i fondi, misure in parte già tagliate)

27. http://www.lucasappino.com/2011/10/se-dovessi-fare-io-il-programma-con.html (demagogico, ignora i referendum)

31. http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/2011/11/la-scuola-migliore-della-citta.html (crea forte distorsione sociale nel sistema educativo italiano)

36. http://linkiostro.wordpress.com/2011/10/31/un-pallottoliere-per-renzi/ (non ci sono i fondi)

38. http://www.lucasappino.com/2011/10/se-dovessi-fare-io-il-programma-con.html (sposta l’attenzione dai servizi al fisco)

39-40-41-42-43-44. http://www.ignaziomarino.it/Archivio/2/sprechi.pdf (forti similitudini con le proposte di Ignazio Marino di settembre 2011)

45. http://www.dirittodicritica.com/2011/10/31/renzi-100punti-leopolda-bersani-28461/ (in parte esiste già) http://www.lucasappino.com/2011/10/se-dovessi-fare-io-il-programma-con.html (ignora ricerca che non crea profitto per privati)

47-48-49-50-51-52-53. http://www.dirittodicritica.com/2011/10/31/renzi-100punti-leopolda-bersani-28461/ (idee già espresse da molti, dichiarazioni di principio senza riferimenti concreti)

62. http://www.lucasappino.com/2011/10/se-dovessi-fare-io-il-programma-con.html (insufficiente)

74. http://linkiostro.wordpress.com/2011/10/31/un-pallottoliere-per-renzi/ (non ci sono i fondi)

87-88. http://linkiostro.wordpress.com/2011/10/31/un-pallottoliere-per-renzi/ (non ci sono i fondi, favorisce i più ricchi)

89. http://www.lucasappino.com/2011/10/se-dovessi-fare-io-il-programma-con.html (mancano riferimenti a matrimonio omosessuale, omogenitorialità, adozione per i single)

90.  http://linkiostro.wordpress.com/2011/10/31/un-pallottoliere-per-renzi/ (non ci sono i fondi)

92. http://linkiostro.wordpress.com/2011/10/31/un-pallottoliere-per-renzi/ (non ci sono i fondi)

95. http://www.lucasappino.com/2011/10/se-dovessi-fare-io-il-programma-con.html (immigrati solo come risorsa economica e nessun interesse per questioni umane e umanitarie)

Insomma, anche senza considerare le questioni accessorie (ad esempio: gli argomenti che nei 100 punti non sono nemmeno trattati, le proposte discutibili sentite alla Leopolda ma non presenti in questo programma, l’assenza di una squadra che sappia garantire l’applicazione pratica delle proposte, e via dicendo), già più di un terzo del programma di Renzi è molto discutibile. E, per quanto certi commentatori reagiscano con indignazione alle parole di chi definisce Renzi di destra, direi che alcuni di questi punti – in particolare i punti 13, 18, 19, 27, 31,  38, 45, 89 e 95 – sono proprio antitetici a qualsiasi visione non dico di sinistra, ma anche solo di giustizia sociale in senso lato.

3 novembre 2011 Pubblicato da | Dentro l'universo, Intellettualoide, Le parole degli altri | , , , , | Commenti disabilitati

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