Lit Skeight 3.0

Cronache dalla periferia acida

Cose che ho fatto oggi

Ho goduto per Vendola e mugugnato per il resto d’Italia. E ho scritto un breve commento sulle elezioni, su NeoProg.

Ho ricevuto da mio fratello i due cd di The Phantom of the Opera: Love never dies, che da lungo tempo bramavo, così la mia personalità fan può ritenersi soddisfatta.

Ho mangiato un piatto di tagliatelle al ragù come da lungo tempo non ne mangiavo, e sì che abito a Bologna (chissà per quanto ancora).

In stazione, per comprare il biglietto per le vacanze di Pasqua, mi son trovato in fila dietro Neri Marcoré. Senza riconoscerlo subito, tra l’altro.

Insomma, una giornata simpatica.

Ah, dimenticavo: mi sono laureato nella specialistica di Cooperazione e sviluppo locale e internazionale.

30 marzo 2010 Pubblicato da | Vita vissuta | 2 commenti

Massimo Fini, il reazionario antiberlusconiano

Donne, guaio senza soluzione di Massimo Fini.

Vorrei smontare l’articolo (articolessa, oserei dire) pezzo per pezzo come a volte faccio con simili accrocchi di cazzate luoghi comuni ammantati da falsa autorevolezza, ma è quasi ora di uscire, quindi magari lo faccio un’altra volta. Però copio qui il commento che ho lasciato sul blog de Il Fatto, che tale articolessa ha pubblicato:

A me fa ridere chi ancora crede che gli articoli di Massimo Fini siano provocazioni. Se fosse vero, vorrebbe dire che dall’inizio della sua carriera ad oggi l’uomo non ha fatto che provocare, e i “provocatori di mestiere” sono di quanto più integrato al sistema che si possa immaginare.
Per sua fortuna, Massimo Fini non è così: è semplicemente un reazionario che simpatizza per tutto ciò che è contrario od ostile alla modernità (e alla post-modernità), e siccome in Italia la modernità è degenerata nel berlusconismo, trova accoglienza e simpatia nei fogli antiberlusconiani. Chicche identiche a quelle che il Fini ci riserva in questo articolo si ritrovano anche in tanta pubblicistica a destra di Storace e nelle parrocchie anticonciliari, e vengono considerate per quelle che sono: ciance da ultraconservatori repressi. Ma siccome il Fini ha avuto l’intelligenza o la ventura di essere anche contro Berlusconi, scrive su un foglio che si vuole aperto, intelligente e progressista, e quindi se pubblica cose così devono essere per forza provocazioni che i lettori meno arguti non colgono. E invece sono solo baggianate.

27 marzo 2010 Pubblicato da | Dentro l'universo | | 4 commenti

Ipertensione

Non bastavano le perdite d’acqua dal soffitto, ora filtra pure il sole dalla finestra, è una casa o uno scolapasta? La luce mi sveglia, ma anche l’umidità sul piede, colpa dell’acqua del soffitto, o almeno così credevo, e invece è la lingua di un felino di grosse dimensioni che va su e giù lungo il tallone. Sobbalzo, è una tigre: che ci fa in casa mia? E come ha fatto ad entrare, che tra l’altro è anche bella grossa, di sicuro è lunga almeno tre metri. Una tigre reale, quindi. Ma figuriamoci, come fa ad essere reale, dev’essere un’illusione, e infatti a guardarla bene non è una tigre, è un leopardo. Si lecca i baffi, vuole mangiarmi. Ma a chi vuoi fare paura, leopardo? Intendo dire, la tigre è reale, il leone è re della foresta, il ghepardo non è né reale né re, però è l’animale più veloce del mondo, ma tu, leopardo, che titoli puoi vantare? Nessuno, leopardo, sei una nullità. E che fai, ora, piangi? Ma allora non sei un leopardo, sei un salice, anche se non è del regno animale, ma del regno vegetale. Cioè il regno del leone, a pensarci bene, visto che è re della foresta, la foresta è fatta di alberi, vegetali, ci sta. Quindi è del regno del leone, magari anche del segno del Leone, il che vuol dire che è un tipo di polso. Io sono del segno dei Gemelli, quindi al massimo sono un tipo di polsino, ma l’importante è avere un asso nella manica, ché tanto le rondini non fanno più primavera, e le ronde non si fanno più a prima sera, aspettano il tardi, però una cosa è certa: non dormirò più con le finestre aperte, che poi mi entrano in casa tigri, leopardi, salici, ronde, ci manca solo che entrino i Testimoni di Geova. Che poi io non ho mai capito di che tipo di testimoni abbia bisogno Geova: di nozze, per un processo? In tutti i casi, sono così tanti che o questo Geova è un pluri-inquisito, o un poligamo dei vecchi tempi. Magari è un poligamo pluri-inquisito, il che mi farebbe avanzare un sospetto sulla sua identità, ma si tratta solo di ipotesi, e io invece sono iperteso, altro che ipoteso.

16 marzo 2010 Pubblicato da | Il racconto della settimana | 4 commenti

Politica horror

I manifesti elettorali invadenti sono un problema estetico, igienico ed economico per le città, e chi abita al Sud lo sa meglio di altri. Ma oggi, almeno per quanto mi riguarda, si è passato il limite.

Cammino tranquillo, dopo essere uscito dal parrucchiere con i capelli un po’ sfoltiti, quando passo davanti al comitato elettorale di un candidato (non faccio nomi per evitare querele), e la foto dell’uomo mi agghiaccia: calvo, la fronte alta, il volto magro e appuntito, un sorriso che assomiglia di più ad un ghigno. In poche parole, uno scheletro ricoperto di pelle. E sopra il nome di questo non-morto un macabro avvertimento: Mi trovi anche su Facebook.

Ecco, ottimo: ora non potrò più girare sul social network senza il terrore di imbattermi in questa visione orrorifica.

12 marzo 2010 Pubblicato da | Humour | , | 1 commento

L’anno del saggio

Non è una delle solite iniziative dell’ONU che dedica gli anni a una cosa o all’altra (a giudicare dalla crisi di autorevolezza, presto dovranno fare un “anno dell’ONU” per sperare di rilanciarla), ma è il mio obiettivo dopo aver notato i dati della mia pagina su aNobii.

La classificazione per tag mi dice che, a fianco a 190 romanzi letti nel corso della mia vita, i saggi sono appena 92. Sommando a questi i manuali universitari, arriviamo a 116, sempre troppo poco. Negli ultimi due anni mi sono dedicato molto alla narrativa, ma le storie senza teoria sono vuote, per questo è tempo di riequilibrare, e quest’anno lo voglio dedicare a recuperare un po’ delle letture teoriche che ho tralasciato.

Se a qualcuno può interessare, ecco un primo assaggio della lista di saggi che voglio leggere:

- Henry Jenkins, Cultura convergente

- Ulrich Beck, La società del rischio

- Karl Polanyi, La grande trasformazione

- John Locke, Lettera sulla tolleranza

- Eric J,Hobsbawm, I ribelli. Forme primitive di rivolta sociale

- Amartya Sen, La libertà individuale come impegno sociale
Non posso fare a meno di pensare che almeno quattro di questi sei avrei potuto/dovuto leggerli nell’ambito dei corsi universitari, se non fosse che anche all’università ormai non si leggono gli autori ma solo i riassunti del loro pensiero sui manuali. Ma questa è un’altra storia…

11 marzo 2010 Pubblicato da | Le parole degli altri | , , , , , , | 5 commenti

   

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