Lit Skeight 3.0

Cronache dalla periferia acida

La calunnia è un venticello

La calunnia è un venticello
Un’auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S’introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo:
Prende forza a poco a poco,
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta,
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d’orror gelar.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un’esplosione
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l’aria rimbombar.
E il meschino calunniato
Avvilito, calpestato
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar.

Rossini e Sterbini avevano colto benissimo lo spirito di quello che è successo a Torino.

12 dicembre 2011 - Pubblicato da | Audiovisioni, Dentro l'universo, Le parole degli altri, Musica | , , , , ,

1 commento »

  1. Ricordiamo le parole di Manganelli, nel dicembre scorso “la politica ci lascia soli di fronte al malessere sociale”.

    Commento di Matthew Suladrena | 1 gennaio 2012 | Replica


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