Copia scontata

La notizia (si fa per dire) è questa: Crozza copierebbe le battute da Twitter. A quanto pare, sul social network lo si era notato già da varie settimane, poi l’ultimo monologo del comico a Ballarò, quello sulla neve a Roma, ha dato ai più la conferma, e la polemica ha fatto il salto di qualità quando a promuovere un hashtag per stigmatizzare il Crozza copione è intervenuto il deputato del Partito democratico Andrea Sarubbi, uno dei politici più presenti su Twitter, dove fa anche le dirette dei dibattiti alla Camera e nella sua commissione (#opencamera). Una attività lodevole, così come apprezzo il suo impegno per i diritti degli immigrati e dei detenuti. Ma ciò non toglie che la gogna a Crozza mi sembra leggermente forzata.
Non so se ricordate il caso di Daniele Luttazzi. Era uno dei comici più controversi e popolari a sinistra grazie alle sue posizioni e alla sua satira dissacrante, ma la sua stella è crollata in un attimo quando hanno iniziato a girare su YouTube video che dimostravano come molte delle sue battute più divertenti erano in realtà copiate da alcuni dei più noti comedian statunitensi. A fregare Luttazzi non è stata tanto la rivelazione in sé, ma il modo in cui ha reagito: cercando di far cancellare i video, rilasciando interviste astruse in cui sosteneva che erano gli accusatori a non capire niente, cose così. Se l’accusa di plagio fa male a chiunque, per uno come Luttazzi che metteva la lotta ai mascalzoni al centro della sua comicità è stato fatale. Ora è scomparso dalla circolazione, e se molti sono contenti altri ricordano con rimpianto la sua bravura al di là dei plagi, e la sua capacità di analizzare criticamente il mondo della satira (cfr. Mentana a Elm Street).
Ora, le accuse contro Luttazzi erano fondate: non si parla di battute scontate, ma di pezzi a volte anche lunghi ripresi paro paro da comici americani. Nel caso di Crozza, invece, le battute che sarebbero state prese da Twitter contengono: un gioco di parole sulla notte bianca di Veltroni e quella di Alemanno; una battuta sulle olimpiadi (daranno a Roma quelle invernali); lo scherzo sulla neve a ogni morte di papa.
Arrivo al punto: sono battute scontatissime. Sono il genere di battute che vengono immediatamente in mente se non a chiunque a molti, le battute che prima di Twitter giravano per sms o per e-mail. Ricordo che nel 2005, quando le elezioni regionali si tennero il giorno dopo la morte di Wojtyla e Nichi Vendola correva per la prima volta, girava per sms questa battuta: “Un comunista omosessuale che vince le elezioni in Puglia? Succede una volta ogni morte di papa…” Questo per dire.
Gli utenti di Twitter che per primi hanno postato queste battute sul social network credono davvero che siano così brillanti che nessun altro le avrebbe mai pensate? Pensano che siano così originali da meritarsi il copyright? Ma per favore.
Semmai, la critica che si può fare a Crozza è di aver fatto battute scontate, che verrebbero in mente a chiunque. Ma quale comico non ci è mai passato? Francesco Piccolo, in un suo libro di qualche anno fa, notava che le battute sull’eterna presenza di Pippo Baudo su Rai1 venivano fatte da tutti, dal fruttivendolo sotto casa sino a Grillo e Benigni. Così come tutti, quando Brunetta si è candidato a sindaco di Venezia, hanno fatto la stessa identica battuta sull’acqua alta, comici professionisti e non. Dai professionisti ci aspettiamo che siano più originali e arguti, ma la valutazione va fatta nel complesso. Sostenere che Crozza copi sulla base di tre battute, e soprattutto di queste battute, ignorando il complesso dei suoi monologhi e delle sue invenzioni (una recente su tutte: la parodia di Don Raffaé con Don Verzé) è patetico più che altro. Scoprire i plagiatori su internet è un bello sport, ma come ogni sport richiede un po’ di allenamento.
Certo che anche Crozza, nel momento in cui per rispondere alle critiche dà del fesso a Sarubbi, non sembra essere molto bravo a gestire questo tipo di situazioni. Un tempo era solo 4chan a essere considerata una macchina pericolosa da non svegliare, ma adesso un po’ tutti i social network possono essere altrettanto rischiosi…